“DISPOSITIVO DI SOSTEGNO PER PIANTE, IN PARTICOLARE PER VITI”

 

Visualizza Disegni

 

Visualizza Schema di Montaggio

 

La presente innovazione riguarda un dispositivo di sostegno per piante e in particolare per viti.

Nel dettaglio l’innovazione riguarda un dispositivo permanente per il sostegno e il contenimento laterale della vegetazione nei vigenti che può essere azionato solo quando necessario ovvero nella stagioni di massime crescita della vegetazione.

Come è noto in durante la stagione primaverile la vegetazione delle viti raggiunge la sua massima espansione che, oltre a causare intralcio al  passaggio dei mezzi tra un filare ed uno adiacente, spesso è causa di rottura di alcuni rami o di un eccessivo ombreggiamento che causa una minore resa produttiva della pianta stessa.

Al fine di ovviare a questi inconvenienti è prassi cingere le piante attorno ai pali del filare, ad un’altezza da dal terreno di circa un metro e mezzo, per ridurre l’ingombro laterale e la sporgenza verso il corridoio di passaggio fra un filare e l’altro.

Attualmente questa operazione è effettuata manualmente utilizzando fili in materiale plastico (ad esempio polietilene) che vengono fissati ai pali del filare. Come è comprensibile in appezzamenti di grandi dimensioni questa operazione comporta un impiego di manodopera e di tempo notevole.

Per questi motivi negli ultimi anni sono state realizzati dei dispositivi da applicare a veicoli trattori in grado di stendere in automatico detti fili di contenimento.

Tuttavia anche questi sistemi si sono rivelati sconvenienti in quanto, oltre al costo di acquisto elevato, spesso presentano problematiche legate alla frequente rottura dei rami e alla laboriosità delle operazioni.

In ogni caso, sia con il sistema manuale sia con i dispositivi automatizzati, a fine stagione questi fili vengono rimossi e buttati, in quanto difficili da riavvolgere e riutilizzare, e la primavera successiva l’operazione deve essere ripetuta.

Inoltre spesso, se rimossi manualmente, vengono tagliati e lasciati sul terreno causando malfunzionamenti alle macchine agricole (ad esempio zappatrici o fresatrici) con le quali si lavora il terreno a fine stagione.

In questo contesto lo scopo della presente innovazione è quello di proporre un dispositivo di sostegno per piante, e in particolare per viti, che superi gli inconvenienti della tecnica nota.  

Nel dettaglio è scopo dell’innovazione proporre un dispositivo di sostegno per piante e in particolare per viti, montato permanentemente sul filare e che possa essere utilizzato solamente quando necessario, ovvero nelle stagioni di massima crescita della vegetazione. In particolare è scopo della presente innovazione è quello di proporre un dispositivo di sostegno per piante e in particolare per viti, che consenta di portare il dispositivo nello stato di utilizzo in maniera semplice e veloce senza l’utilizzo di macchinari, e viceversa di riportarlo in una posizione di riposo a fine stagione.

Ulteriore scopo della presente innovazione è quello di proporre un dispositivo di sostegno per piante e in particolare per viti, che sia economico e che possa essere installato in maniera semplice e rapida sul filare.

Questi scopi specificati sono sostanzialmente raggiunti da un  dispositivo di sostegno per piante, in particolare per viti, disposto fra due pali di testa di un filare comprendente:

- almeno un primo elemento filiforme che si estende lungo una direzione sostanzialmente orizzontale fra detti pali di testa;

- almeno un elemento di aggancio di detto elemento primo elemento  filiforme a un palo di testa;

- almeno un elemento elastico interposto fra detto elemento di aggancio e un’estremità di detto primo elemento filiforme;

- almeno un secondo elemento filiforme che si estende lungo una direzione sostanzialmente verticale su almeno un palo intermedio di  detto filare;

- almeno un elemento di guida atto a consentire la traslazione verticale di detto primo elemento filiforme su detto secondo elemento filiforme da una posizione di riposo abbassata ad una posizione operativa sollevata, nella quale cinge lateralmente i rami

delle viti;

- almeno un elemento di bloccaggio atto a bloccare detto primo elemento filiforme rispetto a detto secondo elemento filiforme (10) nella posizione operativa.

 

Nel dettaglio detto dispositivo prevede un elemento di guida e bloccaggio atto a consentire la traslazione verticale di detto primo elemento filiforme su detto secondo elemento filiforme e atto a bloccare detto primo elemento filiforme rispetto a detto secondo elemento filiforme nella posizione operativa.

Più in dettaglio detto elemento di guida e bloccaggio comprende un  elemento sostanzialmente anulare e una linguetta, detta linguetta èssendo collegata all’elemento anulare tramite un asta.

In questo modo possibile far scorrere traslare il primo elemento filiforme facendo scorrere l’elemento anulare sul secondo elemento filiforme e bloccarlo tramite detta linguetta una volta raggiunta la  posizione operativa.

Preferibilmente il dispositivo prevede una pluralità di detti secondi elementi filiformi su altrettanti pali intermedi del filare in maniera da guidare al meglio la traslazione del primo elemento filiforme e consentire il bloccaggio nella posizione operativa in più punti.

Altre caratteristiche e vantaggi appariranno maggiormente chiari nella descrizione indicativa, e pertanto non limitativa, di un esempio di realizzazione preferita, ma non esclusiva dell’innovazione, come illustrato nelle figure allegate in cui:

la figura 1 è una vista frontale di una porzione di un filare sul quale è installato il dispositivo di sostegno per piante, e in particolare per viti, secondo l’innovazione;

la figura 2 è una vista dall’alto in sezione della porzione del filare di figura 1, sul quale è installato il dispositivo di sostegno per piante, e in particolare per viti;

le figure 3a e 3b sono due viste frontali di un palo intermedio di un filare sul quale è installato il dispositivo di sostegno per piante, rispettivamente nella posizione di riposo e nella posizione operativa;

le figure 4a e 4b sono due viste in sezione laterale di un palo intermedio di un filare sul quale è installato il dispositivo di sostegno per piante, rispettivamente nella posizione di riposo e nella posizione operativa;

 

Con riferimento alla figura 1 allegata, il dispositivo per il sostegno di piante, e in particolare per viti, indicato nel complesso con 1, comprende almeno un primo elemento filiforme 2 che si estende lungo una direzione sostanzialmente orizzontale fra due pali di testa 4 di un filare 3.

Nel dettaglio detto elemento filiforme 2 è posizionato in maniera da cingere le piante di viti, non illustrate in figura, collocate fra un palo del filare ed uno successivo per contenerne la sporgenza laterale verso il corridoio di passaggio 6 fra un filare ed uno adiacente (fig.2).

Secondo l’innovazione difatti detto elemento filiforme 2 è collegato a detti pali di testa 4 e ai pali intermedi 7, in maniera da poter traslare verticalmente rispetto ad essi da una posizione di riposo abbassata R, nella quale non interferisce con la vegetazione, a una posizione operativa sollevata O, nella quale cinge lateralmente i rami delle viti per contenerne l’ingombro laterale.

Detta posizione di riposo può essere ad esempio ad una altezza dal suolo di circa 40-50 cm, e detta posizione operativa può essere ad una altezza dal suolo di circa 140-150 cm, in funzione della dimensione della vite, e comunque circa a metà dell’altezza della pianta.

Secondo una forma di realizzazione preferita detto primo elemento filiforme 2 è costituito da un primo filo in acciaio inox del diametro di circa 1,5-2 mm, in grado di resistere sia agli agenti atmosferici, in quanto non viene rimosso a fine stagione ma rimane montato  permanentemente sul filare, sia al peso e alla spinta dei rami delle varie piante di viti del filare.

La lunghezza del primo filo 2 ovviamente varia in funzione della lunghezza del filare (distanza fra i pali di testa 4).

Preferibilmente se questa lunghezza supera i 100m è preferibile 15 utilizzare due dispositivi di sostegno separati e posti consecutivamente.

Anche nel caso in cui il filare 3 presenti dossi o avvallamenti è preferibile utilizzare due dispositivi consecutivi e separati, nel punto più alto o più basso del filare, per mantenere il filo ad un’altezza da suolo il più possibile costante.

Detto primo filo 2 è collegato, ad almeno una estremità, a un palo di testa 4 del filare 3 tramite un elemento elastico 8.

Nel dettaglio detto elemento elastico 8 consente di mantenere sempre il primo filo 2 contatto con i rami della vite per contenerne la sporgenza laterale, e allo stesso tempo di consentire alla massa vegetativa di crescere senza essere schiacciata.

Preferibilmente è prevista una coppia di elementi elastici 8 alle due estremità del primo filo 2, come visibile nelle figure 1 e 2.

Detti elementi elastici 8 possono essere ad esempio molle elicoidali o simili provviste di opportuni occhielli per il fissaggio al primo filo 2.

La lunghezza e la rigidezza di dette molle 8 è tale da trattenere la vegetazione delle viti, ma allo stesso tempo di consentire la naturale crescita senza danneggiarle per l’eccessiva pressione esercitata dal primo filo 2.  

Detti elementi elastici a loro volta sono collegati ai pali di testa 4 tramite dei mezzi aggancio 9 che consentono al filo di mantenere una di dette posizioni di riposo o operativa, grazie alla forza di trazione esercitata dalle molle 8, ma che possono essere traslati manualmente lungo una direzione verticale rispetto a detti pali per portare il 15 dispositivo dalla posizione di riposo alla posizione operativa e viceversa.

Detti mezzi di aggancio 9 ad esempio possono essere dei ganci con una forma sostanzialmente semicircolare atti ad abbracciare il palo di testa 4 o simili.  

Secondo una forma di realizzazione preferita dell’innovazione, il dispositivo comprende una coppia di primi fili 2 ciascuno posizionato su un lato del filare e rivolto verso un corridoio di passaggio 6, come illustrato in figura 2.

In questo modo detti primi fili 2, che si estendo fra i due pali di testa 4, cingono tutte le viti del filare 3 trattenendo i rami delle viti e limitandone l’ingombro laterale verso i corridoi di passaggio adiacenti a detto filare 3.

Secondo detta forma di realizzazione preferita i mezzi di aggancio 9 comprendono un elemento flessibile 9, come ad esempio una catena o simili, collocata a ridosso di ciascun palo di testa 4, connessa alle estremità delle molle 8.

Il dispositivo comprende anche almeno un secondo elemento filiforme 10 che si estende lungo una direzione verticale su un palo intermedio 7 del filare 3, ad una altezza compresa fra la posizione di riposo (40-50 cm dal suolo) e la posizione operativa (140-150 cm dal suolo).

Detto secondo elemento filiforme 10 preferibilmente è costituito da un filo metallico, preferibilmente zincato, fissato alle estremità su un lato di un palo del filare con un certo gioco, in maniera da rimanere leggermente distaccato dalla superficie (all’incirca 5-10 cm).

Alternativamente è possibile utilizzare un filo metallico ricoperto in un materiale plasticato.

Su detto secondo filo 10 scorre un elemento di guida 11 del primo filo 2.

Nel dettaglio l’elemento di guida 11 comprende un elemento anulare nel quale è inserito sia il primo filo 2 sia il secondo filo 10.

Detto elemento di guida in dettaglio consente al primo filo 2 di scorrere lungo una direzione sostanzialmente verticale senza discostarsi da detto secondo filo 10.

Secondo una forma di realizzazione preferita è previsto una pluralità di secondi fili 10 e di elementi di guida 11 su più pali intermedi 7 del filare 3.

Detti secondi fili 10 ed elementi di guida 11 sono posizionati su entrambi i lati dei pali intermedi del filare per servire ciascuno il rispettivo primo filo 2.

In questo modo i primi fili 2 possono scorrere verticalmente dalla posizione operativa alla posizione di riposo e viceversa mantenendosi sempre ad una certa distanza dai pali del filare determinata sia dalla lunghezza del filo 2, sia dal gioco con il quale i fili 10 sono montati sui pali intermedi 7.

I secondi fili 10 e gli elementi di guida 11 consentono quindi anche di limitare la deformazione dei primi fili 2 data dalla pressione dei rami delle viti e della vegetazione, favorendo il contenimento dell’ingombro laterale.

Per un buon funzionamento del dispositivo, preferibilmente detti secondi fili 10 devono essere spaziati di circa 5 metri l’uno dall’altro.

In pratica detti secondi fili 10 sono previsti su ciascun palo intermedio del filare quando questi sono spaziati di 5 metri l’uno dall’altro, oppure in modo alternato se questi sono spaziati di 3 metri (misure tipiche nel settore).

Il dispositivo comprende anche almeno un elemento di bloccaggio 12 per vincolare il primo filo 2 rispetto al secondo filo 10 nella posizione operativa.

Preferibilmente è previsto un elemento di bloccaggio 12 in corrispondenza di ciascun secondo filo 10. Caratteristica dell’innovazione è quella di prevedere detto elemento di guida e detto elemento di bloccaggio realizzati in unico elemento di guida e bloccaggio 13, come illustrato in dettaglio nelle figure 3 e 4.

Nel dettaglio detto elemento di guida e bloccaggio 13 comprende un elemento sostanzialmente anulare 11 al quale è collegata una linguetta 12.

Nel dettaglio la linguetta è collegata tramite un asta 14 solidale ad una estremità con l’elemento anulare 11 e all’estremità opposta con detta linguetta.

Secondo una forma di realizzazione preferita detto elemento di guida è bloccaggio 13 comprende un elemento filiforme ripiegato su se stesso per formare detto elemento anulare 11, detta asta 14 un secondo elemento anulare 12 che funge da linguetta.

Il funzionamento del dispositivo avviene come descritto in seguito:

nei mesi invernali o comunque quando la vegetazione delle viti ha uno sviluppo limitato, il dispositivo è lasciato nella posizione operativa O abbassata, dove il primo filo 2 non interferisce con i rami e le foglie della pianta (fig. 3a e 4a).

Durante la stagione primaverile, quando la vegetazione comincia la fase di massima crescita, il dispositivo viene portato nella posizione operativa sollevata.

Per fare ciò l’operatore comincia a sollevare un’estremità del filo 2 partendo da un palo di testa 4 e procedendo mano a mano verso i pali intermedi 7 successivi.

Nel dettaglio presso ciascun palo intermedio 7 l’operatore deve traslare verso l’alto il primo filo 2 facendo scorrere l’elemento di guida 11 sul secondo filo verticale 10.

Una volta raggiunta la posizione operativa (ad una altezza di circa 140-150 cm) è sufficiente posizionare la linguetta 12 del dispositivo di guida e bloccaggio 13, dietro a detto secondo filo 10, come illustrato  nella figura 3b e 4b.

Grazie alla leggera deformazione elastica di detto elemento di guida e bloccaggio 13, si crea una forza di attrito fra esso e il secondo filo 10 in grado di sostenere il primo filo 2 e di mantenerlo in detta posizione operativa.

Questa operazione viene ripetuta per ciascun palo intermedio 7 del filare 3.

Una volta terminata la stagione della vendemmia, e comunque ogni volta che sia necessario, è possibile riportare il dispositivo in posizione di riposo sganciando uno per uno i dispositivi di guida e bloccaggio 13 e facendo traslare nuovamente il primo filo 2 verso il basso.

Una volta messo in posizione di riposo il dispositivo non interferisce in alcun modo con il passaggio e con le operazioni abitudinali effettuate dalle macchine agricole.

Grazie alla presente innovazione è possibile realizzare un dispositivo di sostegno per piante, e in particolare per viti, montato permanentemente sul filare e che possa essere utilizzato nelle stagioni di massima crescita della vegetazione.

In particolare grazie alla presente innovazione è possibile realizzare un dispositivo di sostegno per piante semplice e veloce da utilizzare e che richiede l’utilizzo di macchinari.

Il dispositivo così configurato risulta semplice da realizzare ed installare ed estremamente economico anche in considerazione della sua durata.

La presente innovazione, così come descritta e illustrata, è  suscettibile di numerose modifiche e varianti tutte comprese nell’ambito del concetto inventivo; inoltre, tutti i dettagli potranno essere sostituiti da altri elementi tecnicamente equivalenti.